Il sito nuovo, i social e i video di Momà, tenuti insieme da un filo rosso
Per Momà Hair Salon, il salone di Alice e Doriana a Feltre: un sito costruito per le ricerche locali, un piano editoriale che racconta ogni tema in tre formati, i video per i social e le sponsorizzate, e i biglietti per le recensioni. Tutto con la stessa identità, presa dalla farfalla del logo.
Cliente
Momà Hair Salon — Feltre (BL)
Anno
2026
Aree e strumenti
Digital Marketing · Sito web · SEO locale · Piano editoriale social · Video per social e sponsorizzate · Materiali stampati
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Il contesto
Da dove siamo partiti?
Momà Hair Salon è il salone di Alice e Doriana, in via Boscariz a Feltre. Taglio, colore e balayage senza ammoniaca, acconciature da sposa, e un tratto che lo distingue dagli altri saloni della zona: è partner Emsibeth Thermal, la linea professionale nata dall'acqua termale della Fonte di Giunone, e propone il rituale Aqvaceremony, un vero e proprio percorso spa per i capelli. Il logo è fatto di lettere spaziate e di un solo segno di colore, una farfalla rossa. Il sito di partenza raccontava poco di tutto questo: andava rifatto da capo.
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L'esigenza
Qual era il problema?
Le esigenze erano tre, e si tenevano per mano. Farsi trovare da chi a Feltre e dintorni cerca un parrucchiere, o un trattamento preciso come quello per la caduta dei capelli, e trasformare quella ricerca in un appuntamento. Spiegare Emsibeth e Aqvaceremony a chi non li conosce, senza sommergerlo di nomi di prodotti. E avere sui social una presenza continua e riconoscibile, che due persone impegnate in salone tutto il giorno possano davvero tenere in piedi: contenuti già pronti, un calendario, didascalie scritte, e qualche video da usare anche nelle sponsorizzate.
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L'analisi
Cosa abbiamo capito?
La prima cosa emersa è che per un salone le ricerche contano più del sito: chi cerca «parrucchiere Feltre» o «trattamento caduta capelli Feltre» decide fra i primi risultati, la scheda Google e le recensioni. Il sito doveva quindi essere costruito attorno a quelle ricerche, una pagina per ciascuna, e lavorare insieme alla scheda Google invece di sostituirla. La seconda è che il settore comunica tutto allo stesso modo: modelle generate con l'AI, fondi beige sfumati, promozioni. Per essere riconoscibili bisognava fare l'opposto, e l'elemento giusto c'era già: la farfalla rossa del logo. La terza riguarda il tempo: un piano che chiede un contenuto nuovo ogni giorno non regge. Meglio un tema al mese, raccontato ogni settimana in tre formati — un articolo, un carosello, un reel — che riportano tutti al sito. E un vincolo da rispettare in ogni parola: i trattamenti per la cute sono cosmetici, quindi niente promesse mediche, né sul sito né sui social.
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La soluzione
Cosa è stato realizzato?
Il lavoro si è articolato su tre fronti, con un'identità sola. Il sito nuovo, pubblicato su momafeltre.it: la home, i servizi, una pagina dedicata a Emsibeth Thermal con le sue linee e un test in due domande che suggerisce il percorso da cui partire, il rituale Aqvaceremony, la galleria dei lavori, il blog, la presentazione di Alice e Doriana e una pagina contatti con il modulo per chiedere un appuntamento, che arriva al salone per e-mail o, in alternativa, apre WhatsApp con i dati già compilati. I vecchi indirizzi sono stati mantenuti, così nessun link salvato porta a un errore. I social, con uno stile grafico pensato apposta e un piano editoriale di un mese, dal 22 ottobre al 21 novembre, sul tema della caduta stagionale e della salute della cute: calendario, didascalie pronte, gruppi di hashtag, copioni dei reel e sequenze di stories, con le grafiche già impaginate. E i materiali per farsi trovare e scegliere: i video per i social e per le sponsorizzate, il reel di presentazione da tenere in cima al profilo, i biglietti e la locandina con il codice QR per chiedere una recensione, e le indicazioni per la scheda Google.
I tre fronti del progetto, e cosa produce ciascuno.
Sito
momafeltre.it
Servizi, Emsibeth, Aqvaceremony, blog
Pagine per le ricerche locali
Caduta, cute, colore, taglio, sposa a Feltre
Richiesta di appuntamento
Per e-mail o su WhatsApp
Social
Stile «Il filo rosso»
Dalla farfalla del logo
Un tema al mese
Articolo, carosello, reel, stories
Grafiche e didascalie pronte
Video e stampa
Reel di presentazione
Fissato in cima al profilo
Video dei post
Anche per le sponsorizzate
Biglietti per le recensioni
Con il codice QR
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Il filo rosso
Come si rende riconoscibile un salone?
Con un segno che nessun altro ha. Lo stile dei social si chiama «Il filo rosso»: dal logo vengono le lettere spaziate, l'inchiostro su carta chiara e un unico colore, il rosso della farfalla, che sui social diventa un filo sottile, come un capello, che attraversa ogni grafica. Nei caroselli continua da una slide all'altra, così scorrendo sembra un capello solo, e sull'ultima finisce con la farfalla. Ogni contenuto è impaginato come la pagina di una rivista, con la sua rubrica e il numero di pagina, e non come un volantino. Le foto sono vere — il salone, le mani al lavoro, Alice e Doriana — in bianco e nero, dentro un passe-partout, così anche quelle scattate con il telefono stanno bene insieme e tutto il colore resta al filo. E una regola scritta in testa allo stile: niente immagini generate, perché sono proprio quelle a far sembrare tutti i profili uguali.
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La SEO locale
Come si fa trovare un parrucchiere a Feltre?
Dando a ogni ricerca la sua pagina. Oltre alla home, che punta a «parrucchiere Feltre», ci sono cinque pagine di servizio scritte per le domande che le persone fanno davvero: il trattamento per la caduta dei capelli, la cute con forfora o sensibile, il colore e il balayage, il taglio, le acconciature da sposa, tutte «a Feltre». Ognuna ha le sue domande frequenti, che Google può mostrare direttamente nei risultati, ed è collegata alle altre, al blog e al piè di pagina. Sotto ci sono i dati strutturati che descrivono il salone ai motori — indirizzo, orari, comuni vicini, servizi, profili social — e le pagine superano le verifiche di Lighthouse su smartphone con 100 in SEO, accessibilità e buone pratiche. Il sito però è solo uno dei tre pezzi: per questo il progetto comprende anche la guida alla scheda Google e il lavoro sulle recensioni, che per un salone pesano quanto il sito.
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Il piano editoriale
Come si tiene vivo un profilo senza un social media manager in salone?
Con un tema al mese e lo stesso contenuto raccontato in tre modi. Il primo mese è dedicato alla caduta stagionale e alla salute della cute, con i trattamenti Emsibeth Thermal: ogni settimana esce un articolo del blog, e insieme un carosello, un reel e una sequenza di stories che portano a quell'articolo. Il calendario dice cosa pubblicare e quando; le didascalie sono già scritte, con i gruppi di hashtag da alternare; i reel hanno il loro copione, le stories la loro sequenza, comprese quelle con le domande a cui rispondere la settimana dopo. Ci sono anche le regole del mese, scritte chiare: niente «cura» o «fa ricrescere» ma «sostiene» e «rinforza», e in ogni contenuto sulla caduta la frase che invita a parlarne con il medico se dura mesi. Le grafiche si generano dai testi con gli stessi font e colori del sito: cambiare una frase vuol dire rigenerare l'immagine, non rifarla.
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I video
Cosa si muove, e perché?
La farfalla. Nei video dei post è lei a portare il movimento: entra, vola attorno alla foto e si posa sull'angolo, mentre i testi entrano uno alla volta. Sono pochi secondi, pensati per fermare lo scorrimento senza diventare un altro spot, e sono gli stessi che si usano nelle sponsorizzate: l'annuncio ha la stessa faccia del profilo, e chi lo vede e poi apre la pagina ritrova lo stesso salone. Poi c'è il reel di presentazione, da tenere fissato in cima al profilo: ventidue secondi in cinque scene — il logo, il salone, Alice e Doriana, i servizi, l'invito a prenotare — con la farfalla che passa da una scena all'altra. È il biglietto da visita per chi arriva sul profilo per la prima volta, magari proprio da una sponsorizzata.
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Fuori dallo schermo
E le recensioni?
Si chiedono a fine servizio, a voce, e si rende facile lasciarle. Per questo ci sono un biglietto da consegnare in salone e una locandina da appendere, nello stesso stile del resto, con il codice QR che porta dritto alla pagina della recensione su Google. Il progetto comprende anche le indicazioni per la scheda Google — categorie, servizi, orari, foto, post settimanali — scritte perché il salone possa seguirle da sé, e un calendario di cose da fare con continuità: un post a settimana sulla scheda, un articolo al mese, e ogni tre mesi uno sguardo a quali ricerche portano al sito, per scrivere i prossimi articoli su quelle.
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Il risultato
Cosa è cambiato?
Momà ha oggi un sito che parla delle cose per cui il salone vale la pena — Emsibeth, Aqvaceremony, il lavoro di Alice e Doriana — con una pagina per ognuna delle ricerche che portano clienti a Feltre, e un modulo che trasforma la visita in una richiesta di appuntamento. Sui social ha uno stile che si riconosce al primo colpo d'occhio, un mese di contenuti già pronti con il loro calendario, e i video da usare sul profilo e nelle sponsorizzate. In salone ci sono i biglietti per le recensioni. Sono pezzi diversi, ma con la stessa voce e lo stesso segno, la farfalla rossa: chi incontra Momà su Google, su Instagram, in un annuncio o al banco, incontra lo stesso salone.
Il reel di presentazione, da tenere fissato in cima al profilo: ventidue secondi per dire chi è Momà a chi arriva per la prima volta.
La home del sito nuovo: il salone, la partnership con Emsibeth e la prenotazione nella prima schermata.
La pagina dedicata a Emsibeth Thermal: le linee spiegate una per una e il test in due domande che suggerisce il percorso da cui partire.
Una delle cinque pagine scritte per le ricerche locali: «trattamento caduta capelli Feltre», con le sue domande frequenti.
Un carosello del piano editoriale: il filo rosso continua da una slide all'altra, come un capello solo.
Il video di un post: la farfalla porta il movimento. Gli stessi video si usano nelle sponsorizzate.
Una sequenza di stories che porta al test sul sito: dai social alla pagina, in tre passaggi.
I ritratti di Alice e Doriana e un carosello sul colore: foto vere, in bianco e nero, con il colore solo dove è il soggetto.
Il video del post che ha annunciato il sito nuovo.
Il biglietto da consegnare a fine servizio: il codice QR porta dritto alla recensione su Google.
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