Il lavoro è continuativo e copre la filiera intera, non la sola pubblicazione. Si parte dalla pianificazione editoriale: quali temi tenere nel periodo, quali servizi valorizzare e in che ordine, quali ricorrenze e stagioni intercettare, quali contenuti servono a informare e quali a far muovere qualcuno. Da lì l'ideazione — trovare l'angolo per cui un tema diventa un contenuto e non un annuncio — poi il copywriting dei testi e delle call to action, la progettazione delle grafiche coerenti con l'identità del centro, la realizzazione e l'adattamento dei contenuti ai diversi formati, la programmazione e la pubblicazione secondo il piano. Attorno a tutto questo c'è il coordinamento con la titolare, che è la parte che tiene: le priorità commerciali le conosce lei, e il piano si aggiorna su quelle. Quando una specifica iniziativa, un servizio o un obiettivo richiede un supporto pubblicitario a pagamento, si aggiunge una campagna sponsorizzata — su esigenza, non come attività continuativa: dirlo diversamente sarebbe raccontare un servizio che non è quello che faccio qui. Un esempio concreto di come si traduce tutto questo: per l'open day dedicato a un trattamento viso, la stessa iniziativa è diventata un post quadrato per il feed e una storia verticale con una cornice disegnata apposta, che ospita il materiale video della casa cosmetica tenendo sempre leggibili la data, i posti limitati e il contatto WhatsApp. Non è lo stesso file ritagliato due volte: sono due formati che si guardano in modo diverso, e chi li guarda si trova in due momenti diversi.